
Fra gli scrittori calabresi, uno dei primi che abbia fatto cenno al villaggio di S.Domenica fu Gabriele Barrio da Francica, verso la metà del Sec. XVI, valente latinista e storico, addetto in Roma alla corte del Card. Guglielmo Sirleto e del Card. Giulio Antonio Santoro Arciv. di S. Severina e protettore della Badia della SS. Trinità di Mileto. Il Barrio fu anche contemporaneo di Lorenzo Dardano tropeano, il quale, nella medita Cronaca del sito della città di Tropea, tratta, al Cap. V, del modo come fu preso il casale di Ciaramiti e di un miracolo fatto da Santa Domenica V. e .M. durante una scorreria turchesca. Della chiesa di 5. Domenica, nel villaggio omonimo, rendono anche testimonianza i cronisti Crescente, Fazzari, Sgambati; il Barone aggiunge: “…quantunque niente di commendabile per magnificenza di lavoro e di mole vi fosse in quel tempio, pure era più in venerazione degli altri; e nella ricorrenza della festa della Santa Martire vi concorrevano devote processioni dai paesi circostanti, mentre i naviganti da lontano salutavano quel luogo sacro”.

L’origine del paese é molto antica e probabilmente é dovuta al fatto che alcune famiglie gentilizie della vicina Tropea si riversavano nelle redditizie, amene, solitarie campagne circostanti, costituendo piccoli centri abitati, case rurali, ville per trascorrervi l’estate, periodo della raccolta. Il “Largo Barone” e la chiesa di “S. Anna”,, un residuo arco sporgente da un muro di una casa vicina alla suddetta chiesa, un grandioso portale in granito nella contrada “Pissione” sono ancora le testimonianze della predilezione delle famiglie patrizie tropeane per questo lembo di terra baciato dal mare. Una costante tradizione popolare molto antica addita la tenuta “Pissione” fra i beni patrimoniali di Doroteo ed Arsenia, genitori della Martire Domenica, perciò l’animo popolare si ferma a mirare il panorama incantevole, e la mente, sospinta da una frenetica fantasia, rievoca la nascita e i primi anni d’infanzia della Fanciulla Martire, che secondo la tradizione popolare ha lasciato l’impronta del Suo piede nel fondo di un pozzo, sito in località “Formicoli”. Perciò da questi ricordi nel passato l’intera zona era denominata “Casale di S. Domenica”, da cui oggi il definitivo nome del paese: “S. Domenica”.
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