
Nel 1977, in contrada Bagneria di S. Domenica, vennero scoperte con necropoli del sec. XVI a.C. tombe a “grotticelle”. Due sole di queste sepolture hanno restituito dei corredi funerari. Quelli più antichi sono quelli della tomba n° 5. Santo Tinè attribuisce a questi materiali un periodo avanzato del Bronzo antico, mentre il Peroni alla media età del Bronzo. La tomba n° 5 ha restituito oltre che alcune perline di “faience”, due vasi di forma globulare con labbro fortemente svasato, forniti uno con una sola ansa e l’altro di due.
I materiali della tomba n° 4 comprendono frammenti di un recipiente panciuto che reca sul corpo un movimento a spirale inciso, secondo la tecnica “appenninica”; numerose perle in vetro e ambra, frammenti bronzei riferibili ad uno spillone, ad un pendaglietto a goccia e infine un’ansa con attacco a piastra e fori per tre chiodi di un recipiente metallico di produzione egea. Si riferiscono forse ai resti di un ricco corredo di una sepoltura gentilizia, forse principesca, utilizzata per parecchie generazioni e permeata di elementi orientaleggianti. I reperti si trovano nel museo archeologico di Reggio Calabria. A qualche centinaio di metri di distanza, in località Conte, si trova una necropoli d’epoca bizantina, con tombe scavate nella roccia calcarea.

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